Odio : Nessuno. Disprezzo è la parola giusta
Amo : Nessuno. Sopporto è la parola giusta
La mia musica : Scampanellata No. 25 In G Minor, K. 183
I miei libri : Non ne ho scritto nessuno. Non ancora
Here comes Alessandra, she passed her driver's test!
She's kickin' it behind the wheel not walkin' it like the rest!
She can drive it home!
Say what? Say What?
I said she can drive it home!
Say what? Say What?
Word and respect! The road.
Ho preso la patente A2 sotto un cacchio di diluvio universale: i vestiti pesavano più di me tanto erano bagnati e con buona probabilità avevo i pesci rossi dentro le scarpe. Porca puzzola, c'erano pozzanghere tanto grosse che avevo paura di passarci anche solo vicino con la Vespa perché temevo di essere risucchiata dentro un maelstrom. Comunque, ora, bando alle ciance: ho preso la patente A e spero solo quella: ma non escluderei di essere diventata un ricettacolo di microbi latori dell'influenza (A pure quella).
Poi, tra le altre situazioni salienti della mia avventurosa esistenza, il Gran Galà Del Doppiaggio che si è svolto a Roma sabato 10 ottobre. Tra l'altro quest'anno ho visto e incontrato (vabbè, come gli altri anni) una marea di doppiatori ganzissimi, su tutti Flavio Aquilone in serio pericolo sbrodolamento con una bottiglia di Coca-Cola. Poi, tra gli altri: Monica Ward, Fabrizio Pucci, Massimo Rossi, Federica De Bortoli, Chiara Colizzi, Franco Mannella, Francesco Pannofino, Michele Kalamera, Letizia Ciampa, Alessia Amendola, Sergio Tedesco, Miranda Bonansea, Perla Liberatori, Davide Lepore, Quando poi avrò sottomano le foto, che passeranno al vaglio di Facebook, scriverò un post apposta (cacofonico!) sulle mie "vacanze romane". Stay tuned!
Intanto vi lascio con un quesito: cosa ci fa l'Orient Express a Orte?
Van Helsing: Solo modo è che pianta un cavicchio puntuto dentro di suo cuore! Jonathan: Oh, ma è orribile! Non esiste un altro modo? Van Helsing: Esiste! Esiste che taglia sua testa, che tappa sua bocca con aglio e che strappa orecchi! Jonathan: Mi dia il cavicchio!
Quando uno sogna che dietro la porta del bagno c'è Dracula con le sembianze di Bela Lugosi ad aspettarlo a braccia aperte e poi si sveglia con l'impellente bisogno di andare appunto a fare un download, le alternative sono due: andare in bagno ed affrontare le conseguenze di una eventuale vampirizzazione, guadagnando così una bella aneddotica per dar colore alle polpette sul necrologio, oppure restare a letto ad aspettare consapevolmente la ridicola dipartita dovuta all'esplosione della vescica, col rischio, questo sì, che si venga a sapere sul necrologio (e non ci sono Darwin Award che tengano). Com'è ovvio, quando è capitato a me, ho deciso di tenermela fino alla mattina dopo, notorio com'è che i vampiri non escono alla luce del sole, e considerato comunque il fatto che in casa non abbiamo aglio, ma quando va bene solo lo scalogno, che in effetti è ottimo per cucinare l'agnello con ratatouille di verdure, facendo arrostire in forno i lombi d'agnello, conditi con timo, olio, sale e pepe macinato... vabbè, insomma. Mi era preso il cagotto. Punto.
E adesso che, a distanza di anni, ho avuto la malnata idea di leggere "Dracula" di Bram Stoker (don't do the crime if you can't do the time), non è che le cose vadano meglio. E non serve a niente cercare di immaginarsi il Conte, stando alla prima descrizione che ne dà l'autore, con la faccia di Leslie Nielsen, il cui personaggio, più che affetto da vampirismo, sembrava affetto da vampirlismo. A quanto pare nemmeno l'effetto catartico di Mel Brooks sembra funzionare: 'sto libro è angosciante, fine del discorso. Poi devo ancora capire il motivo per il quale mi ostino a leggerlo di notte. Boh, credo che sia lo stesso motivo per cui mi ostino a guardare Voyager la sera...
Credo comunque che il problema di fondo è che io sia un tantinello impressionabile: e gli alieni, e i fantasmi, e i vampiri, e Bruno Vespa, e il Festival di San Remo, e l'imperfetto indicativo al posto del congiuntivo...
Tra l'altro mi sovviene or ora che nella mia libreria attende pazientemente il suo turno un libro di racconti di Edgar Allan Poe. Mi sa proprio che me le vado a cercare. Credo comunque che questo me lo lascerò per la notte del 31 ottobre, giusto per aver quel tocco di atmosfera mortifera in più che ad Halloween non guasta mai.
Oh yeah, Halloween's gonna be fang-tastic this year!
Ho quasi investito un topo che usciva da un tombino, oggi pomeriggio, in bici. E a dispetto del titolo del post ciclistico-fantozziano, una derapata da manuale e una frenata repentina e il simpatico roditore vedrà l'albra di un nuovo giorno. Peccato sia scappato prima che potessi fargli un video col cellulare, altrimenti ve lo avrei mostrato. Aveva il mio stesso sguardo furbetto.
Ma cambiamo decisamente argomento (Maria Luisa Busi Style): la pagina economica. L'onorevole Daniela Santanché, qui ai microfoni del TG1.
Avete allargato l'imponibile perché la pressione fiscale è modificata con artifizi di fuochi di artifizio, in bilancio per parrucchieri e taxisti! Non è vero che avete ridotto l'Irpef, l'Iris e l'Irma!
In effetti è questo il motivo per cui mi ha spinto ad uscire in bici e per poco non ritorno a casa con Basil l'investigatopo sulla coscienza: il fatto che oggi ho studiato così tanto Scienza delle finanze che quando prima ho starnutito mi è uscita l'IVA dal naso. Così, inforcata la bici alla bersagliera ma senza impalatura annessa, galoppo verso il parco sotto casa dove ci sono gli stand della festa del Partito Democratico, per poter valutare di persona l'imponente spiegamento di forze dei democratici, fonte principale del mio esaurimento nervoso serale (quando io vorrei continuare a studiare ma polke e mazurke a palla rendono il proposito decisamente utopico).
L'apice l'abbiamo toccato stasera quando quei bellimbusti hanno osato alzare al massimo il volume del liscio proprio mentre io ascoltavo "At the beginning", cosa che avrebbe fatto bestemmiare pure il Papa e quando qualche tizio con velleità canore disilluse ha cercato di fare una cover di "Baba O'Riley", cosa che avrebbe senz'altro fatto bestemmiare il Dr. House.
Porca miseria, viene voglia di votare per lo psiconano, dato che il PD mi rompe il cazzo tutte le sere.
Ecco, e mo' l'ho detto... (da leggere con leggero accento calabrese)
Doesn't anyone here live an original life
What did you surrender to be on the inside,
When you disappear they won't remember your name
And you'll fade away and someone takes your place.
Forse volevo scrivere un post impegnato. Mah, può essere: suddetta canzone (personalmente la adoro) si presta bene ad un qualsivoglia sentenziare da Yoda-Confucio-Grillo parlante. Poiché, tuttavia, è giunta mezzanotte (l'una passata, a onor del vero), si spengono i rumori (il lieve ronzare del mio cervello as well) e potrei proficuamente solo scrivere il de profundis dei miei neuroni, mi sento di veleggiare verso altri lidi, assai più frivoli.
Frivolezze, dicevamo: come ogni bimbominkia che si rispetti, sono in febbricitante attesa della trasposizione cinematografica di New Moon (nonostante io non sia una bimbaminkia: l'uso dell'aulico vocabolo "trasposizione" lo prova). Ho letto i libri, tutti e quattro, più i dodici capitoli piratati del quinto. Mi sono piaciuti abbastanza, per quanto la Meyer non sia un genio della letteratura, (non arriverà mai alla complessità delle storie della Rowling, dove ogni cosa, anche la più insignificante, si incastra alla fine come le tessere di un puzzle) ma fa quel che serve e tanto basta.
Ho apprezzato anche il film, sebbene con qualche remora: ho trovato azzeccata la caratterizzazione di Bella, certo (inciampagoff a tutto spiano), e i Cullen erano, chi più chi meno, proprio come me li immaginavo, ma cribbio! Ancora non mi spiego come mai metà della popolazione femminile del pianeta sbavi dietro Robert Pattinson! Simpatico, per carità, ma bidimensionale! A metterlo di tre quarti sembra che abbia preso una porta in faccia! Per non parlare del fatto che sembra pettinato con i mortaretti... Sarò io che sono all'antica, ma lo dico e lo ripeto, l'unico vero "vampiro"comincia per D e finisce per avid Boreanaz.
E che dire degli effetti speciali? L'effetto glitterato alla luce del sole ha posto in essere una quantità di domande a cui, a tutt'oggi, non sono riuscita a trovrare una risposta soddisfacente: se i vampiri glitterano alla luce del sole, allora anche la mia glitter glue è... un vampiro?
Altra questione: poiché sono consapevole del fatto che in Italia di legale c'è rimasta solo l'ora, vado in un brodo di giuggiole quando all'estero veniamo citati non per le puttantate del premier o per la mafia o per i conti dei ristoranti da cinquecento euro, però spiegatemi perché, nella versione in lingua originale del film Twilight Bella e Esme parlottano in italiano.
Esme: Bella, we're making italiano for you.
Edward: Bella, this is Esme, my mother for all intents and purposes.
Bella: buongiorno.
Esme; molto bene!
Giacchè ho citato Esme: sarò io, ma proprio non riesco a credere che quella faccia sia vera. Voglio dire, quella è la faccia che le ha fatto il Dr. Sloane in Grey's Anatomy! Tutto ciò è altamente destabilizzante per me.
Per tornare a New Moon, prima che tutti questi voli pindarici mi facciano perdere il filo (volo pindarico: prova inconfutabile che non sono una bimbaminkia), devo dire che aspetto questo film per queste ragioni fondamentali:
Volterra aka Montepulciano - Montepulciano aka Volterra: in accordo a quanto scritto sopra, viva l'Italia che non sia sempre e solo Berlusconi e le sue stronzate.
La Porsche gialla: ne voglio una anche io, dato che le macchine gialle, statisticamente, sono quelle che vengono rubate di meno. Potrei addirittura risparmiare sull'antifurto.
Ieri se ne è andato un altro grandissimo del doppiaggio, Renato Izzo, capostipite di una grande famiglia di artisti. Grande doppiatore, e soprattutto grande direttore e guida per le nuove leve, mi unisco alle più sentite condoglianze alla famiglia Izzo. Nel blog del mio amico Marco Bonardelli c'è un bel ricordo di lui fatto da Giorgio Lopez, leggetelo perché io non potrei dire di più né di meglio.
Qui diedi apertamente del nazista al papa. Qui invece dissi che il governo non funziona. Alla luce di questo report di Shinystat riguardante le ultime quindici visite al mio blog, comincio ad avere seriamente paura. Qualora non doveste più avere mie notizie sappiate che è perché sono stata rapita, torturata, barbaramente uccisa ed infine gettata in una fossa comune dai servizi segreti vaticani o da quelli governativi. O più probabilmente da entrambi.
Dunque. Dunque. Prima, diciamo quattro stagioni fa. Anzi no, tre perché poi sono cominciati i flashforward... Prima il presente era il presente per tutti, ma i flashback erano il passato. Poi con la quarta stagione c'era il presente e il futuro ma il futuro era il futuro nel futuro e il presente era il presente nel presente, giusto? Ma adesso il futuro è il presente e il presente è il passato? O forse il futuro è il presente di quelli che sono andati via dall'isola e il presente di quelli sull'isola è il passato rispetto al futuro di quelli fuori dell'isola? Ma adesso che l'isola si sposta nel tempo, il passato diventa presente e il presente diventa futuro e il futuro diventa ancora più futuro? Ma se il presente non è più presente e il futuro non è più futuro ma il passato è sia passato che presente che futuro? E se...
Vabbè, sapete che c'è?
"Noi sappiamo ogni cosa! Passato… presente… e futuro! (l’idromassaggio andrà alla grande!)
Mannaggia a me e quanto dissi: "oggi comincia un nuovo telefilm, vediamo com'è...".
Reduce da Harry Potter 6 c'è una cosa che sopra ogni altra mi preme dire: è vero che le mie lenti costano centotrenta euro cadauna e che la nuova montatura degli occhiali mi è costata novantacinque euro, ma cribbio: non ci vai a zampe all'aria per trecentocinquantacinque euro di occhiali! Per cui, carissima Hermione Granger, comprateli! Bifocali, da miope, da astigmatico, qualsiasi cosa, purché te li compri! Così poi ti rendi conto che, in effetti, tra Ron e McLaggen c'è un'impercettibile differenza.
Fatto questo piccolo ma doveroso appunto certo è, comunque, che questo film mi ha fatto spisciare dalle risate (chiedo venia per il termine trivial-goliardico ma è l'unico che rende adeguatamente l'idea). E pensare che, in teoria, dovrebbe essere un episodio abbastanza cupo e triste (stile Meredith Grey, per intenderci) che fa da preludio a tutta quella morte e distruzione de "i doni della morte", libro che documenta il passaggio a tutti gli effetti di zia Rowling al lato oscuro della forza (come ebbi modo di capire a suo tempo).
Detto pure questo, mi sento in dovere di informare i miei affezionati venticinque lettori che credo proprio che questo film tornerò a vederlo. Non è in genere mia abitudine tornare al cinema a vedere due volte lo stesso film, tranne che per rarissime eccezioni come "Titanic" o "Viaggio al centro della Terra in 3D" (questo perché, diciamolo, Brendan Fraser, per di più in 3D, vale da solo il prezzo dei bliglietti), ma il fatto di aver superato l'ostico esame di filosofia del diritto con un più che accettabile 26 (io che avrei acceso tutti i ceri da qui a Reggio Calabria pur di prenderci di 18) mi consente il lusso di tornare al cinema a divertirmi prima di pensare a tutto lo stress che mi aspetta mentre preparerò diritto privato per settembre.
Che altro c'è da dire? Ah, già. Va bene che il film sembra più una commedia brillante che un fantasy e che ci sono più ormoni vaganti qui che in un libro del cerebroleso per antonomasia (dai che avete capito a chi alludo e qui potete appunto farvi un'idea della stima che nutro nei confronti di Voi-sapete-chi) ma forse tutto il tran-tran tra Ron ed Hermione è stato reso in maniera un po' troppo esplicita tanto che i due signori di mezza età seduti un paio di file dietro di noi, che commentavano il film con un fastidiosissimo accento napoletano e che sostanzialmente non ci capivano una ceppa, per qualche recondito motivo che tra i due ci fosse del tenero latente, quello l'hanno capito subito (anche perché in questo senso Emma Watson è bravissima). E comunque io mi rifaccio all'incipit del post, così che il cerchio si chiuda: ma come, dico e ripeto come, si fa?
Di ritorno da Amelia, città che richiama alla mente la fattucchiera che ammalia e che ha visto le scorrazzate giovanili di tale Mario Girotti, meglio noto come Terence Hill, mi accingo a narrare gli eventi salienti occorsi in ambiente amerino.
Nella data di ieri mi trovavo ad Amelia per disputare la tenzone di tiro con l'arco storico, ossia il torneo di arceria storica (cioé medievale: lo medioevo soglie essere illa etate ove i populi et le genti favellavano in ista maniera istrana et incomprensibile) valido per il campionato italiano, che poi valido un par de ciufoli dato che la gente interpreta i regolamenti con l'ottica dell'analogia legis e dell'analogia iuris (leggasi: ognuno fa come gli pare) con la poi spiacevole conseguenza di far annullare diverse situazioni di tiro (guarda caso proprio quelle dove io avevo fatto un fracco di punti).
Ad ogni modo tutti noi arcieri, finito il torneo, ce ne stavamo nel un chiostro di un ex-convento francescano dove ci era stato offerto il pranzo, e dove io attendevo con ansia che la fila per il bagno si accorciasse di molto. Dato che non c'era possibilità alcuna che suddetta fila si accorciasse in tempi brevi, più e più volte ritornai mestamente al mio tavolo, con il capo chino cosparso di cenere. Mi alzai infine per l'ennesima volta, intenzionata a buttar giù la porta ed ad aggredire chiunque si fosse frapposto tra me e il water. Sennonché tre arciere (si dice arciere, al femminile? Boh) del mio gruppo annunciano che avrebbero anche loro fatto la fila per il bagno, con mio sommo disappunto (capirete presto il perché).
La ria sorte vuole che il bagno si sia liberato immantinente e che io venga invitata ad entrare, dato che erano più o meno venti minuti che giravo intorno a quella porta con aria famelica. Fatto sta, comunque, che sarebbe stato alquanto imbarazzante andare in bagno sapendo che poi sarebbero entrate persone di mia conoscenza (non occorre certo che vi stia a dire il motivo: vi dico solo che a pranzo avevamo mangiato zuppa di farro e porchetta). Per questo motivo declino gentilmente e accampo scuse improbabili: "no, no, andate, io devo... finire di leggere questa targa!". Quindi mi piazzo lì, bel bella, sotto la targa in marmo che commemorava qualcheduno morto in qualche tragica circostanza. Accanto a me una mia piccola amica arciera (si dice arciera, al femminle? Boh), Sara, sei anni appena computi. Leggendo la targa la nostra attenzione si focalizza, per qualche oscura ragione, sulla parola "Messina". Per qualche altra oscura ragione mi impelago in un discorso socio-geografico-politico con suddetta bambina di sei anni. Le chiedo, ad esempio, se sa come è fatta l'Italia. Appurato dopo un po' che l'Italia non è tonda ma che ha la peculiare foggia di stivale e che Saretta non ha la più pallida idea di come sia fatta la Sicilia, ci sediamo su una panca li vicino per continuare suddetto discorso socio-geografico-poitico. Poiché, guarda caso, io indossavo un paio di stivali, comincio a descrivere brevemente la nostra Repubblica delle Banane. Dopo aver illustrato un po' ad occhio ed un po' a cacchio le varie regioni d'Italia sul mio stivale destro, giungiamo infine alla Calabria ed alla descrizione dello stretto che la separa dalla Sicilia.
"Se vuoi andare in Sicilia devi prendere l'aereo oppure il traghetto perchè tra la Calabria e la Sicilia c'è un un pezzettino di mare largo più o meno una quindicina di km. Sono pochi, eh! In alcuni punti poi è ancora più stretto. Infatti se sei sulla punta della Calabria puoi vedere la Sicilia. Quando io sono andata in vacanza in Calabria, di notte potevo vedere le luci di una città in Sicilia. E siccome lo stretto è così stretto, hanno pensato di farci un ponte che lo attraversi, così non devi più prendere il traghetto. Ma siccome il governo non funziona, il ponte non lo faranno mai".
"Perché il governo non funziona?". Beata innocenza.
"Eh, tu adesso sei piccola, come te lo spiego? Comunque fidati, il governo non funziona".
Appena pronunciate tali gloriose parole mi accorgo che in piedi, di fianco a me, c'era un tizio tutto tirato a lucido che indossava un completo nero gessato. Penso "che culo Piera, l'hai detto davanti al sindaco di Amelia, magari è pure del Pdl...". Faccio in tempo si e no a formulare codesto pensiero che, girata la testa di mezzo grado verso destra mi trovo davanti Francesco Rutelli che rivolge a me ed a Saretta un marpionico "Ciao..." in pure stile Fonzie se non fosse che non aveva i pollici su.
In quel mentre esce dal bagno la mamma di Saretta e le faccio: "hai visto, c'è Rutelli, c'è pure la tv. Quello è Rutelli no?" E lei mi risponde: "ma sì, mi pare di sì. Non mi avranno mica inquadrato mentre uscivo dal bagno?"
In effetti, prima di trovarmi davanti il senatore, stavo per cominciare a spalare merda sul governo Berlusconi, in termini ovviamente più edulcorati di quanto faccia di solito, dato anche il target del mio pubblico. E quindi se mi ha sentito dovrebbe avergli fatto piacere, dato che tiravo acqua al mulino dell'opposizione. Un po' meno piacere dato che il Ponte sullo Stretto era anche nel suo programma politico per le elezioni politiche del 2001.
Ad ogni modo, come quando a Taormina insultai Luisa Corna ignorante del fatto era dietro di me, prima di parlare sarà bene che mi guardi bene intorno, dato la mia innata capacità di attirarmi addosso figure di merda.
In accordo a quanto vergato in precedenza, narro qui il prosieguo della mia epopea di regresso adolescenziale. Poiché dunque avvenne che all'esame del 3 giugno racimolai un bel ventotto e lo stesso accadde all'esame del 22 (boo-yah!, sarò mica troppo secchiona?) diciamo che il dvd di Hannah Montana capitava proprio a fagiuolo. E se ciò non bastasse, se cioè girare per casa con gli occhialini con le lenti colorate perché il concerto in 3D è proprio figo mi sembrava poca cosa, vi dico pure che le canzoni di Hannah Montana sono assurte a norme programmatiche della mia rinnovata esistenza. Canzoni come "The climb", "Life's what you make it", "Make some noise", "Good and broken", "Nobody's perfect", "You'll always find your way back home" o "Right here" sono diventate i precetti etico-moral-filosofici (anzi, filosofici proprio no, data la mia poca stima per la filosofia, per chi la fa e soprattutto per chi la studia) del mio rinnovato stile di vita, atto a far sì che con un po' di ingegno le cose non vadano tutte a manca.
Chiusa momentaneamente la parentesi cultural popolare, un'altra questione debbo vagliare (fa pure rima). E cioè il fatto che, dovendo studiare quel figlio di buona donna di Hegel in vista del prossimo esame (ehi, non crediate che, stando a quanto detto sopra, io sia una subdola ipocrita: non ho scelto mica di mia spontanea volontà studiare filosofia: mi tocca), quegli interminabili minuti di studio mi portano a riflessioni estemporanee di tal fatta: "15 euro e 49 per il libro di filosofia su quel deficiente di Hegel. Forse 'sti soldi avrei fatto meglio ad investirli nella droga, tanto il risultato è comunque quello di fumarmi il cervello...". Per non parlare di quando cominciai a prendere a pugni l'armadio e additando il libro con fare minaccioso gli urlai contro "io ti do fuoco!". Ora, in effetti, a cos'altro potrebbe in effetti servire un libro pieno di espressioni come "differenza indifferente, mediazione immediata, tautologia tautologica" se non per cuocerci le salsicce alla brace? Per cui credo proprio che se avrò in sorte di passare l'esame con un voto qualsiasi, mi produrrò in un bel falò stile Fahrenheit 451. Oh, yes! Fricky-fricky WORD!